LAceto Balsamico di consistenza densa e cremosa con un sapore veramente unico. Vanta una storia pluricentenaria e tre denominazioni protette, apprezzato in tutto il mondo da essere considerato l’oro nero italiano.

Pensate di sapere tutto sull’aceto balsamico di Modena? Oltre a informazioni curiose, ti sveliamo il segreto per una perfetta degustazione!

Da dove proviene?

La produzione dell’Aceto Balsamico originale viene esclusivamente eseguita nelle province di Modena e Reggio Emilia, in quanto le uve e il clima giocano un ruolo fondamentale per le loro particolari caratteristiche. Da secoli, sono state tramandate l’arte della cottura dei mosti e del lavoro nelle acetaie. Come per la maggior parte delle eccellenze italiane, la qualità dipende dalle materie prime, dal tipo di legno delle botti, dal microclima dell’acetaia e dall’arte delle antiche conoscenze.

Da dove deriva il nome Balsamico?

In passato si riteneva che l’aceto avesse virtù curative, per questo motivo era considerato più un farmaco che un alimento. Infatti veniva consigliato a chi soffriva di mal di gola, disturbi alle vie respiratorie o problemi di stomaco. Per confermare che non si tratta solo di credenze, di recente sono state studiate le sue peculiari caratteristiche nutrizionali e salutari, come antiossidanti, integratori di sali, battericida e antivirale.

Come si gusta?

L’aceto balsamico é utile in cucina quando un piatto ha bisogno di un pizzico di acidità, rotonda e complessa. Meglio utilizzato a crudo e a gocce.

E’ importante scegliere l’invecchiamento giusto per i piatti che si vogliono realizzare. Per esempio per le insalate, il pinzimonio o per marinare la carne e pesce, sarebbe preferito un aceto balsamico giovane. Questo perché serve un condimento più liquido e non troppo intenso. Quando serve un tocco di acidità in più a risotti, zuppe, carne e pesce, arrosti e bolliti, sarebbe meglio utilizzare invece un balsamico mediamente invecchiato. Infine, il balsamico invecchiato da oltre dieci anni è d’obbligo per accompagnare formaggi, crostacei, frutta, gelato o dolci al cucchiaio.

E  il segreto di una perfetta degustazione?

Un intenditore lo sa già: mai utilizzare un cucchiaio di metallo per assaporare al meglio le caratteristiche dell’Aceto Balsamico di Modena. E’ molto meglio usare un cucchiaio di ceramica, in modo da non influenzare la sua degustazione. Vi é anche il metodo antico privilegiato dagli esperti più anziani: mettere alcune gocce di Aceto Balsamico tra pollice e indice. In questo modo il gusto e le peculiarità del balsamico vengono esaltate dal calore della pelle.

Perché metterci una pietra sopra?

Nel modenese si dice che: é indispensabile tenere ben chiuse le botti, mettendo una pietra presa dal fiume Panaro sopra la pezzuola che protegge l’apertura. Secondo la tradizione, senza questa pietra, il gusto non sarebbe lo stesso.

Un buon “Balsamo” rivitalizza la pelle come un buon “Balsamico” rivitalizza i sensi.