Quando si dice Italia, si pensa “pasta”. Eppure tradizionalmente molti piatti contadini hanno come protagonista il riso! Pensiamo alla Paniscia, al risotto alla milanese, gli arancini, la torta di riso ligure, l’insalata di riso estiva… E poi tutte le zuppe calde e confortanti della tradizione italiana, con verdure, patate, piselli e legumi! Insomma, stagione fredda in Italia, più che pasta, vuol dire riso.

Il riso soddisfa in tutto il mondo il 50% delle richieste alimentari della popolazione. In Italia si produce soprattutto in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma anche in alcune zone della Toscana, Sardegna e Calabria.

Ellsey Dolly annovera tra i suoi produttori l’Azienda Agricola Fedeli, in provincia di Milano, che adotta tecniche di coltivazione eco-compatibili, come l’utilizzo del letame bovino come fertilizzante naturale; Risoinfiore, Azienda del Vercellese, con l’intera filiera tracciata italiana che, oltre ad essere esente da residui di fitofarmaci, produce un riso coltivato in agricoltura sostenibile e conservativa con utilizzo di energia rinnovabile ed essiccazione di tipo “dolce”; Riso Goio, nei dintorni di Gattinara, che è alla quarta generazione di produttori e produce su terreni della baraggia vercellese e biellese un riso dalle caratteristiche uniche; l’Azienda Agricola Risicola Andreone, nel vercellese, che lavora il riso “alla bisogna” cioè esclusivamente a seguito di uno specifico ordine, per garantire un prodotto sempre fresco, privo di conservanti.

Ma quali sono le proprietà di questo prezioso alimento che in Italia è coltivato da sempre?

Il riso ha centinaia di varietà e forme

La coltura e la cultura del riso deriva dall’Asia, come sappiamo: l’Università di Pechino afferma di averne ritrovato tracce risalenti a 10.000 anni fa. Si è poi espansa e ha trovato terreno fertile anche nelle meravigliose risaie italiane. Solo in Italia ad oggi esistono 50 tipologie diverse di chicchi.

Queste tipologie differiscono tra loro per alcuni piccoli e a volte significativi particolari. Ecco alcuni dei più conosciuti in Italia.

Bianco classico: ricco di amido, aiuta l’apparato digerente. Si può accompagnare praticamente con tutto e può essere consumato anche come contorno in piatti di carne. Noi usiamo il Riso Goio DOP “S. Andrea”, prediletto dagli chef per la sua naturale cremosità. Oppure il Carnaroli di Andreone, che, con il chicco allungato, mantiene bene la cottura senza disgregarsi.

Basmati: una particolare tipologia di riso, che sta conoscendo una buona popolarità anche nel mondo occidentale in questi anni. Tra tutte le varietà è quella che contiene meno grassi ed è ben digeribile, l’alimento ideale in gran parte delle diete anti-grasso.

Nero selvatico: tipico del Nord America. Ha un alto contenuto proteico (si stima che sia il doppio del riso comune). Particolarmente indicato in caso di coliti o gastriti. Noi prediligiamo il Riso Qualità Venere Tostato – Il Nero 600 selezionato e imbottigliato da Gustamante, oppure il Riso Integrale Venere.

Rosso: un vero toccasana per le arterie. Con chicco lungo o corto, aiuta a ridurre il colesterolo cattivo.

Integrale: ideale per perdere peso, aumenta il senso di sazietà. Utile anche per regolarizzare l’intestino. Può essere un’ottima soluzione anche per i diabetici, visto il suo basso indice glicemico. Noi apprezziamo il Riso Semi-lavorato Lavorazione a Pietra, ricco in fibra. Oppure il Riso Carnaroli Integrale Classico.

E tu quale preferisci per i tuoi piatti? I cultori del risotto sanno che ad ogni tipologia corrisponde una preparazione più o meno adatta… qual è la tua? Carnaroli per i risotti con la zucca? Venere per i risotti di pesce? Integrale per un rustico riso con verdure? Il nostro preferito… lo lasciamo al prossimo articolo!